Terapie

L'Implantologia è quella branca dell'odontoiatria che si occupa di sostituire uno o più elementi dentari tramite l'utilizzo di impianti osteointegrati. Gli impianti osteointegrati svolgono la funzione di vere e proprie radici artificiali sulle quali, attraverso diversi dispositivi, è possibile cementare o avvitare delle corone protesiche. Gli impianti vengono utilizzati per sostituire uno o più elementi dentali, senza dover ricorrere alla "limatura" dei denti adiacenti necessaria per realizzare una protesi a ponte. Tuttavia in alcuni casi, dopo la perdita dei denti, si verifica una riduzione del volume d'osso: riassorbimento osseo nella zona edentula. Questo riassorbimento è, a volte, di tale entità da non permettere l'inserimento dell'impianto per mancanza di supporto, infatti esistono delle zone in cui l'altezza e lo spessore dell'osso utilizzate ai fini implantari sono ridotti Imapiantologia_1per la presenza di limiti anatomici inviolabili (cavità sinusali nell'arcata superiore e canale del nervo alveolare inferiore). Anche in questi casi, tuttavia, è oggi possibile inserire impianti avvalendosi della tecnica di rigenerazione ossea guidata messa a punto dal dott. Ettore Marini che permette di ottenere eccellenti risultati in modo affidabile e minimamente invasivo. E' indispensabile che il Paziente, che desideri sottoporsi a terapia implantare, mantenga un buon livello di igiene orale e sia scrupoloso nel seguire il programma di controllo periodico, che verrà programmato.

Per definire il piano di trattamento oltre agli esami clinici ed alle analisi di laboratorio, sono previsti come accertamenti diagnostici esami radiografici quali: ortopantomografia (Rx Panoramica) e la T.A.C. (Tomografia Assiale Computerizzata). In base al risultato di questi esami, viene stilata l'adeguato piano terapeutico "case by case". Quando le condizioni anatomiche lo consentono, ovvero è presente un'abbondante quantità di osso e di tessuto gengivale nella zona edentula, è possibile posizionare gli impianti con tecniche che permettono il carico protesico immediato.

Con queste tecniche si evita qualunque tipo di incisione e scollamento dei tessuti gengivali, il posizionamento di punti di sutura ed la conseguente rimozione degli stessi. La chirurgia senza incisioni consente una guarigione molto rapida, senza pericolo di sanguinamento e di gonfiore nel periodo post-operatorio. Queste tecniche sono disponibili per tutti, e sono particolarmente indicate nei pazienti affetti da malattie della coagulazione o compromessi dal punto di vista della salute generale.

La parodontologia è la branca dell'Odontostomatologia che si occupa della prevenzione, diagnosi, terapia e mantenimento del parodonto (peri=intorno, odontos=dente), ovverosia dell'apparato di supporto dei denti. I tessuti di supporto dei denti sono la gengiva, il legamento parodontale, il cemento radicolare e l'osso alveolare.

Gengivite e parodontite (una volta chiamata “piorrea”) sono le patologie che più frequentemente colpiscono il parodonto. Sono causate dal permanere di depositi di placca batterica e tartaro a livello della superficie dentale e gengivale. Placca e tartaro possono anche causare recessione gengivale, termine utilizzato per descrivere la retrazione del margine gengivale; condizione avvertita dal paziente come di “allungamento” degli elementi dentari stessi.

Altra cause frequente di recessione gengivale è il trauma da spazzolamento inadeguato dei denti. Risulta di fondamentale importanza e condizione irrinunciabile che prima di intraprendere una qualsiasi terapia parodontale, il paziente sia stato sottoposto alla rimozione dei depositi di placca batterica e tartaro tramite sedute di igiene orale professionali e all'insegnamento delle corrette manovre di pulizia dentale personale. Nel mantenimento di un corretto stato di igiene orale il paziente viene assistito dall'igienista che istruisce il paziente stesso nell'utilizzo degli strumenti (spazzolino, filo interdentale, scovolino ecc.) ritenuti caso per caso i più idonei al raggiungimento e al mantenimento dell'igiene orale.

Mi chiamo Rosa Maria Laponte (laponte@libero.it), sono un medico chirurgo che si occupa da sempre di postura e occlusione dentale. Collaboro con il team del dott. Ettore Marini da diversi anni per la risoluzione dei casi complessi. Dopo la laurea in medicina a Modena, ho frequentato stages ad Harvard e a Boston, collaboro con il prof. Bracco dell’università di Torino.

Parlare di postura e malocclusione in questa sede, significa prendere in considerazione, prima di tutto, il rapporto diaframma-respiro. Il diaframma è importantissimo per la respirazione. chiaro che soggetti che hanno una postura incassata, con il collo incassato e le prime vertebre cervicali appiattite, lo utilizzano male. Il diaframma è un elemento fondamentale per la corretta respirazione, si innalza durante l’inspirazione accumulando aria nei polmoni e si abbassa durante l’espirazione per far fuoriuscire l’aria dai polmoni. Per un corretto uso della voce, è necessario che questo movimento sia ritmico e regolare, in caso contrario si ha problemi nel sibilo della voce. La respirazione è influenzata dall’occlusione.

I bambini con un “morso aperto” respirano a bocca aperta con conseguente ipertrofia delle adenoidi.Spesso visito bimbi che sono stati operati più volte per ipertrofia adenoidea con ricaduta.Non appena il bimbo viene curato della sua patologia occlusale, ecco che la respirazione si modifica perché il morso si chiude e quindi la quantità d’aria al secondo che viene ingerita dal piccolo si abbassa, con conseguente normalizzazione delle sue adenoidi. Penso quindi che anche la voce si modificherà. Infatti per l’utilizzo della voce in pazienti che si occupano di canto è necessario che sia le corde vocali sia il movimento labiale (di conseguenza quello dentale) siano corretti. Una persona con ipertrofia adenoidea avrà sicuramente una voce gutturale, questo non la aiuterà certo per il suo lavoro. La cattiva occlusione influenza molto la digestione, infatti noi sappiamo che questa inizia proprio dalla bocca. Ad esempio ai pazienti con “Cross Byte” (Morso incrociato) mono o bilaterale spesso non è possibile triturare bene il cibo perché il rapporto tra dente superiore ed inferiore è alterato e il cibo, di conseguenza, arriva mal masticato allo stomaco, il quale dovrà mettere in moto un sistema più complesso per poterlo digerire.

Sul modo di come una cattiva occlusione influenzi una postura si potrebbe palare per giorni, ma per essere brevi dirò: mi occupo di questo da più di venti anni e ho visto che ad ogni malocclusione può corrispondere un tipo di postura e che, con la correzione di questa attraverso l’ausilio di apparecchi ortodontici, placche funzionalizzanti o semplici molaggi selettivi, si migliora la postura stessa. Il vantaggio di questo studio sulla interrelazione tra occlusione e postura per il paziente consiste nel fatto che, ad esempio, il dolore alla colonna vertebrale o agli arti inferiori può essere attenuato o addirittura risolto con la modifica e la correzione dell’occlusione, se quest’ultima è la causa di questa patologia. Dire che non ci sia limite tra l’età e la riequilibrazione della postura non è del tutto corretto, poichè il limite stesso è dato dalla gravità della devianza e della postura. Si riescono comunque a riequilibrare posture (quando queste dipendono dai denti) anche in età avanzata o mediante l’uso di placche funzionalizzanti o ancor di più con i controlli di occlusione (molaggio selettivo). A volte è possibile riequilibrare un soggetto, là dove il problema dipende dai denti, anche se questi è in età molto avanzata e se è portatore di protesi totale. Attenzione, non basta solo rifare la protesi totale, come i manuali ci insegnano, ma occorre ridare a quel paziente la sua corretta chiusura. Molte diatribe sono in corso riguardo a questo problema, ma a mio avviso la loro soluzione della diatriba sta nel capire in che modo quel paziente chiudeva in origine la sua bocca: questo in quanto il suo cervello aveva quella memoria di chiusura che dobbiamo cercare di non alterare per riequilibrare il paziente.

Gli strumenti utilizzati per una corretta diagnosi sono molteplici. Un metodo molto antico ma ormai in disuso è quello di ascoltare il paziente per capire quando è comparsa la patologia, quale può esserne stata la causa, quale è il fattore scatenante. E’ per me importante il feeling che si stabilisce tra colui che ti parla (paziente) e tu che ascolti. L’empatia permette di stabilire un rapporto di cordialità con colui che si affida alle tue cure: ascoltare l’altro come primo passo verso la guarigione. Vi è poi l’ausilio degli strumenti diagnostici quali radiografie, tracciati cefalometrici, elettromiografia, chinesiografia, TAC, risonanza magnetica, pedana posturale. La pedana è uno strumento piuttosto recente che ci aiuta a valutare l’equilibrio del paziente, la sua postura, il suo appoggio plantare e vedere se e come questo varia. In queste righe ho voluto sottolineare cosa è per me importante nel rapporto con il paziente tenendo fermo che anche questo, come ogni riequilibrio, richiede tempo, fiducia e voglia di intraprendere un percorso verso una guarigione globale.

Rosa Maria Laponte

L'elemento dentario che più frequentemente viene estratto perchè incluso o malposizionato è il dente del giudizio. Tuttavia, anche tutti gli altri elementi dentari, con una frequenza decisamente inferiore, possono richiedere l'avulsione per motivi legati alla loro posizione, a trattamenti ortodontici, per formazione di tasche parodontali o per carie destruenti. Le conseguenze sono rappresentate dalla mancanza di un adeguato spazio lungo le arcate per tutti gli elementi dentali. Da cui un aumento dell'incidenza delle malocclusioni ed una maggiore difficoltà per un'eruzione normale dei denti del giudizio. I terzi molari vanno controllati a partire dai 14-16 anni. Già a questa età è possibile una precoce analisi sul futuro spazio disponibile per una corretta eruzione dei terzi molari. Quando un terzo molare non ha sufficiente spazio per erompere completamente o è posto in una posizione anomala si manifesta facilmente dolore ed un'infiammazione della gengiva, del parodonto profondo, dell'osso e del dente vicino che prende il nome di pericoronite e che si configura come un quadro clinico definito “disodontiasi del terzo molare”. Il dolore associato alla pericoronite è una delle cause più frequenti di avulsione dei terzi molari; l'incidenza è maggiore nell'arcata inferiore. È possibile una remissione con un trattamento antibiotico-analgesico, ma la recidiva è un evento frequente.

Per ascesso si intende la formazione di una raccolta purulenta (pus) in una cavità neoformata conseguente ad una infezione batterica.

  • Ascesso dentale parodontale: causato da un'infezione a carico dell'apparato di sostegno del dente (gengiva, osso alveolare e legamenti).
  • Ascesso dentale periapicale: dovuto ad un'infezione della polpa dentale.

Tra i fattori di rischio, ricordiamo: interventi malriusciti sui denti, cattiva igiene orale, diabete, malattie da reflusso gastroesofageo, AIDS, secchezza della fauci, fumo, alcolismo, terapia a lungo termine con corticosteroidi.

La diagnosi di ascesso dentale è piuttosto semplice: si avvale dell'esame anamnestico (raccolta dei sintomi riportati dal paziente) e di quello fisico (il medico tocca il dente per testare l'entità del dolore), supportati dall'aspirazione ed analisi di un campione di pus e dalla radiografia del dente per valutare il danno. La terapia consiste nell'incisione dell'ascesso per il drenaggio del pus e nella terapia antibiotica mirata.

L'apicectomia è un piccolo intervento chirurgico rivolto a rimuovere il granuloma apicale nei denti malati in cui la terapia canalare tradizionale (endodontica) non è possibile In molti casi, la rimozione del granuloma si associa alla asportazione dell'apice radicolare. L'indicazione più frequente per l'apicectomia è l'insuccesso di una terapia endodontica (devitalizzazione) di un elemento dentario la cui conservazione è ritenuta necessaria.

La cisti è una formazione patologica che presenta forma generalmente sferica ed ha la tendenza ad un lento accrescimento a spese dei tessuti circostanti. L'aumento di volume di una cisti può portare al riassorbimento delle radici di denti contigui e dei tessuti ossei che la contengono. In altre occasioni si può verificare la dislocazione degli elementi dentali adiacenti. La posizione e la velocità di crescita di una cisti sono due dei fattori che sono presi in considerazione nel decidere se procedere alla rimozione chirurgica della stessa o monitorarla nel tempo tramite controlli clinici e radiografici periodi.

La protesi è quella branca dell'odontoiatria che si occupa di sostituire uno o più denti per ottenere una corretta funzione ed una piacevole estetica.

Nella vita di tutti i giorni il sorriso è fondamentale nel caratterizzare l'aspetto di un individuo: denti con una forma, un colore ed una posizione corretta contribuiscono significativamente a realizzare l'aspetto piacevole di una persona. La perdita e la mancata riabilitazione dei denti anteriori causa gravi deficit estetici e conseguentemente gravi problemi psicologici ai pazienti.

La triturazione dei cibi permezzo della masticazione è una tappa molto importante di tutto il processodigestivo. Deglutire cibi poco masticati comporta un affaticamento dei trattiinferiori dell'apparato digerente con possibili problemi di digestione eaumento della comparsa di patologie legate ad una cattiva digestione comegastriti e ulcera. La perdita e la mancata sostituzione di uno o più denti delsettore posteriore portano ad uno squilibrio della dinamica della masticazionee a dannosi deficit nell'attività masticatoria.

Esiste, inoltre, il rischio dicomparsa di patologie diverse che vanno dalla dalla semplice carie a gravi sindromidolorose dell' articolazione temporomandibolare (ATM). I denti possono esserecompromessi parzialmente o totalmente da processi cariosi o da eventitraumatici di vario genere. I denti danneggiati parzialmente vengonoricostruiti con corone totali, intarsi oppure faccette in ceramica. I denticompromessi in modo totale vengono estratti e sostituiti con impianti dentali,ponti a più elementi o protesi rimovibili (scheletrati).

E' la branca dell'Odontoiatria che si occupa della terapia dell'endodonto, ovvero della camera pulpare e deicanali radicolari che contengono la polpa dentaria: li svuota, sagoma, deterge,disinfetta e per ultimo li ottura sigillandoli. E' una terapia necessaria inpresenza di una pulpite acuta, del granuloma, dell'ascesso o quando il denteper motivi protesici deve essere rimpicciolito a tal punto compromettere lavitalità del tessuto pulpare.

E' un trattamento con il chiaro obiettivo di avere e mantenere una bocca sana con tutti i suoi denti ben posizionati.Rimediare ad eventuali malposizioni ossee o denti od entrambe modificando e correggendole si arriva a raggiungere anche un' armonia del viso e del profilo. Avere un bel sorriso ci da maggiore autostima una migliore immagine che e' importante tanto quanto il buon funzionamento della nostra bocca.

Possono necessitarsi da caso a caso diverse tipologie di ortodonzia, dalle tecniche classiche che prevedono l'uso di apparecchi fissi o mobili, a tecniche "moderne" che prevedono l'impiego di mascherine trasparenti per il riposizionamento di malocclusioni modeste fino ad arrivare a tecniche combinate chirurgico/ortodontiche per io casi più complessi.

Da molti anni il dott. Marini applica la chirurgia piezoelettrica all'ortodonzia, questa permette di accelerare notevolmente i tempi di trattamento e le possibilità di successo nei casi complessi.

ADVANCED BONE REGENERATION: Oltre i limiti delle attuali tecniche chirurgiche per la risoluzione dei casi complessi.

Le attuali tecniche rigenerative presentano diversisvantaggi e numerosi limiti tra cui: la difficoltà di manipolare materiali diinnesto, la loro tendenza a migrare nei tessuti circostanti, la suscettibilitàalle sovrainfezioni, la scarsa percentuale di successo nei siti infetti,tecniche di gestione dei lembi complesse ed indaginose, il ricorso a membranenon riassorbibili che spesso si espongono, e il sequestro degli stessi innesti,basse percentuali di successo a medio-lungo termine.

La tecnica di rigenerazioneossea avanzata che verrà presentata consente la rigenerazione ossea in modosicuro e predicibile, inoltre risulta minimamente invasiva, e efficace a lungotermine. Ausilio fondamentale per una chirurgia più sicura è il Piezosurgery®che rende la chirurgia semplice e precisa e consente al clinico di ridurre iltrauma e i rischi di complicanze intra e post operatorie. Vantaggio assoluto eunico della chirurgia ossea piezoelettrica è di consentire un taglio selettivo,preciso e micrometrico del tessuto mineralizzato, proprio grazie allecaratteristiche fisiche delle vibrazioni ultrasoniche che vengono utilizzate.

La minimizzazione del rischio di danni iatrogeni a carico dei tessuti molli eil rispetto degli stessi permette di lavorare con maggiore sicurezza inprossimità di strutture anatomiche nobili, come il seno mascellare o il nervoalveolare inferiore. La presentazione è stata progettata per permetterel'acquisizione e il corretto utilizzo della chirurgia ossea piezoelettrica egestire le corrette tecniche rigenerative in chirurgia orale.

Il carico immediato consiste in una tecnica che permette al paziente di avere denti fissi nella stessa seduta di posizionamento degli impianti.

Quando si parla di implantologia a carico immediato e carico differito si intendono due diverse pratiche implantologiche, utilizzate in Odontoiatria: la differenza tra le due metodologie va ricercata nei tempi di realizzazione dell’intervento.

Attraverso la metodica a carico differito il medico deve necessariamente attendere un periodo variabile dai tre ai sei mesi per poter applicare la protesi dopo aver inserito all’interno delle ossa mascellari o mandibolari del paziente gli impianti.

Con l’implantologia a carico immediato, invece, l’inserimento degli impianti e l’applicazione delle protesi avviene nel corso di un’unica operazione chirurgica. Questo è reso possibile anche grazie all’utilizzo di impianti in titanio dalle elevate qualità biocompatibili e osteointegrative, che scongiurano fenomeni di autodifesa dell'organismo, come le infezioni, le infiammazioni o il rigetto.

La chirurgia endodontica rappresenta l’intervento di elezione quando non è possibile curare un dente con una lesione apicale (Vedi: granuloma ,cisti ) mediante una normale cura canalare o devitalizzazione attraverso la corona del dente, specialmente quando il ricorrere di fenomeni ascessuali diventa frequente e doloroso per il paziente oppure quando l’intervento di devitalizzazione, sebbene ben eseguito non ha portato alla guarigione della lesione apicale. Queste lesioni apicali inoltre, possono essere l’esito di trattamenti canalari o devitalizzazioni incompleti in cui l’operatore non ha potuto trattare la radice in modo soddisfacente a causa di limitazioni anatomiche o per riassorbimento di materiali usati o perchè il canale risulta bloccato da corpi estranei (es.strumenti fratturati,materiali impossibili da rimuovere). Una delle frequenti evenienze che richiede un intervento chirurgico è rappresentata anche dalla presenza di perni cementati nella radice. In alcuni casi il tentativo di rimuovere il perno potrebbe provocare la frattura della radice, evento che condurrebbe all’estrazione del dente. In questi casi per evitare la frattura radicolare, si preferisce trattare il dente chirurgicamente. Se l’intevento viene eseguito correttamente le percentuali di successo sono elevate.

caso 1
Implantologia

Frattura di un impianto osteointegrato mandibolare, aumenta i rischi di parestesie dovute a tecniche di rimozione tradizionali. Nella tecnica Marini viene impiegato un bisturi ad ultrasuoni che permette di asportare in modo sicuro e controllato l'impianto fratturato senza ledere il fascio vascolo-nervoso.

caso 1
Paradontologia
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Chirurgia Endodontica

FALLIMENTO ENDODONTICO: terapia endodontica scorretta, l'elemento dentario non ha un adeguato sigillo apicale in seguito al trattamento. Si evidenzia una lesione osteolitica (granuloma) periapicale.

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Chirurgia Ortodontica

Intervento in anestesia locale di esposizione dei canini inclusi palatali, per ridurre al minimo il trauma operatorio viene utilizzato un bisturi ad ultrasuoni (Piezosurgery)